Julius Evola Daily

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Giorno 80 — L'atteggiamento attivo

"Cavalcare la tigre è un atteggiamento attivo. Non è la sopportazione passiva di ciò che l'epoca impone. L'uomo resta agente della propria direzione anche mentre si muove dentro forze più grandi di lui." — Julius Evola, Cavalcare la tigre

L'atteggiamento attivo distingue il cavaliere dal mero sopravvissuto. La sopravvivenza può essere passiva. Un uomo può tenere la testa bassa, evitare i conflitti inutili e attendere tempi migliori. Quella postura può preservare il corpo. Non preserva il tipo superiore. L'individuo differenziato agisce. Sceglie il terreno su cui misurarsi con le forze dell'epoca. Decide quali strumenti padroneggiare e quali lasciare da parte. Determina la misura della propria partecipazione.

L'attività di cui si parla non coincide con l'intervento continuo e con il tentativo di invertire la direzione del ciclo. Il ciclo ha il proprio slancio. L'attività è l'esercizio continuo della discriminazione e della volontà dentro le condizioni date. L'uomo resta desto. Non deriva. Ogni decisione significativa viene riportata al centro. Quel riporto è l'azione che lo tiene libero.

La cultura dell'epoca confonde l'attività con la mera agitazione. Premia l'uomo che reagisce sempre, che si esprime sempre, che è sempre in moto secondo l'ultimo stimolo. L'atteggiamento attivo del tipo differenziato è più quieto e più deliberato. Dall'esterno può apparire immobilità. All'interno è l'asserzione costante di una direzione che l'agitazione circostante non sa fornire.

Questo atteggiamento è esigente perché deve essere tenuto senza il rinforzo di un ambiente tradizionale vivo. Non esiste un ordine di guerrieri o di iniziati a confermare la correttezza dell'orientamento. L'uomo lo conferma da sé attraverso la costanza dei suoi atti nel tempo. Quella costanza è la prova che la tigre viene cavalcata, e non soltanto sopportata.

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