Julius Evola Daily

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Giorno 54 — L'ordine contro il caos

"L'ordine è l'espressione visibile di un principio superiore. Il caos è l'assenza di quel principio o il suo rifiuto attivo. Tra i due non esiste un compromesso duraturo. Alla lunga deve prevalere l'uno o l'altro." — Julius Evola, Rivolta contro il mondo moderno

L'ordine nel senso della Tradizione non è mai un mero assetto di parti esteriori. È la manifestazione di una gerarchia qualitativa che ha la radice nel trascendente. Il caos è la condizione che compare quando quella gerarchia viene negata o dimenticata. Il mondo moderno vive in uno stato di caos amministrato. I meccanismi esteriori di controllo continuano a funzionare, eppure il principio interiore che un tempo dava loro senso si è ritirato.

Il giovane che vede questo non confonderà la persistenza dei sistemi tecnici con la presenza di un ordine reale. Riconoscerà che la corrente più profonda dell'epoca va verso la dissoluzione. Forme che un tempo tenevano un contenuto qualitativo vengono svuotate e poi scartate. Compaiono forme nuove progettate fin dall'inizio per la fluidità e per la cancellazione del rango.

Il compito in queste condizioni non è inventare un nuovo sistema di ordine pubblico. Il compito è tenere vivo, in se stessi e nel campo stretto che si può influenzare, il principio dell'ordine contro il principio del caos. Significa preferire la forma all'assenza di forma, il limite all'espansione senza misura, la gerarchia al livellamento, e il verticale all'orizzontale in ogni decisione concreta.

Questa preferenza apparirà spesso come rigidità o come attaccamento eccessivo al passato. L'accusa non conta. Chi tiene all'ordine non difende un particolare assetto storico. Difende la possibilità che l'esistenza possa ancora essere misurata da un metro superiore. Senza quella possibilità il futuro offre soltanto versioni più raffinate della stessa dissoluzione.

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