L'atteggiamento polare è la capacità di restare fissi a un asse interiore mentre il mondo circostante gira senza centro. Il mondo tradizionale conosceva il polo sia come simbolo cosmico sia come possibilità umana. Il re, il rito e l'asse del mondo rendevano pubblica quella possibilità. Quei poli pubblici sono caduti. L'atteggiamento resta possibile nell'uomo che rifiuta di girare con il campo.
I giovani uomini che sentono il bisogno di un asse cercano spesso poli residui fuori di sé: movimenti, figure e cause che promettono di fermare la rotazione. I poli esterni in quest'età sono di solito solo ruote più veloci. Danno la sensazione della direzione restando dentro lo stesso moto orizzontale. Il sentiero residuo non prende in prestito un polo. Diventa polo.
Questo atteggiamento solitario è la forma residua del più antico sapere tradizionale dell'asse. La stabilità non è mai stata solo politica. Era una qualità dell'essere. L'uomo che tiene un centro immobile compie già l'atto residuo. Il girare dell'età non deve diventare il girare dell'uomo.
Tieni l'atteggiamento polare. Non lasciare che la velocità del campo diventi la velocità della tua vita interiore. L'atto residuo è tenere immobile un punto e giudicare ogni moto da quel punto. Quel punto immobile è l'ultima forma del polo.