La fase dell'intensificazione termina qui. I giorni precedenti hanno portato la misura permanente nei domini concreti della vita ordinaria: il corpo, il lavoro, la parola, il desiderio, l'amicizia, il tempo, la pressione, il mattino, la fatica, lo sguardo, il silenzio, la lettura, il portamento, la resistenza, la sera, la decisione nella debolezza, l'inutile e l'abitudine. Nessuno di questi domini è secondario. Ciascuno è un luogo in cui l'orientamento superiore viene reso reale oppure lasciato come teoria.
L'epoca preferisce l'idea di uno standard superiore alla sua applicazione continua. Le idee si possono discutere, esibire e tenere senza costo. L'applicazione richiede la spesa ripetuta della volontà contro la corrente del mondo circostante e contro la natura inferiore. L'individuo differenziato accetta quella spesa come condizione ordinaria della propria esistenza. Non si aspetta che l'applicazione diventi facile. Si aspetta che diventi più automatica attraverso l'installazione dell'abitudine ordinata.
I giovani uomini che hanno seguito la sequenza fino a questo punto possiedono ora una carta pratica. La carta è inutile se non viene usata. Il lavoro da qui è il ritorno continuo agli stessi domini sotto la stessa misura. Compariranno situazioni nuove. La misura stessa non cambia. L'uomo che ha reso abituali le applicazioni attraversa le situazioni nuove da un punto di partenza diverso rispetto all'uomo che tratta ancora ogni dominio come un problema separato.
L'intensificazione è compiuta soltanto nel senso che i domini principali sono stati nominati e l'esigenza è stata enunciata. La formazione effettiva continua finché l'uomo resta in piedi. Torna alle applicazioni. Stringi gli scarti. Il tipo è formato dall'accumulo di quei ritorni. Il completamento di una sequenza di pagine non lo forma.