Julius Evola Daily

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Giorno 89 — Libertà nella corrente

"La vera libertà in un'età tarda è interiore. È la capacità di muoversi nella corrente della dissoluzione restando liberi dalla sua legge." — Julius Evola, Cavalcare la tigre

La libertà esteriore è in gran parte indisponibile. Le strutture dell'epoca vincolano il movimento, la parola, l'associazione, e persino le forme di pensiero socialmente permesse. L'individuo differenziato non spreca la propria forza nel tentativo di recuperare una libertà esteriore già svanita. Concentra la forza sulla libertà che resta possibile: la libertà del centro di determinare il proprio orientamento e la propria misura di partecipazione.

Questa libertà interiore è messa alla prova proprio dalla forza della corrente. Quando le forze circostanti sono deboli, la distinzione tra il libero e l'assorbito è meno visibile. Quando la corrente accelera e preme da ogni lato, la distinzione diventa assoluta. L'uomo o mantiene la capacità di dire sì o no dal centro, o diventa una funzione delle forze che lo circondano.

La pratica di questa libertà appare nelle decisioni piccole quanto in quelle grandi. Il rifiuto di certi stimoli, la scelta deliberata di certi silenzi, il mantenimento di un ritmo di vita che l'ultima accelerazione dell'epoca non detta. Questi atti si accumulano. Formano una libertà concreta che nessun potere esterno può concedere o revocare.

L'epoca offre molte forme sostitutive di questa libertà: la libertà del consumo, dell'opinione dentro i limiti permessi, della mobilità senza direzione. Il tipo differenziato riconosce i sostituti e li declina. Tiene la sola libertà che conserva il tipo superiore: la libertà di restare la misura del proprio movimento dentro un mondo che ha perduto ogni misura superiore.

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