I giorni precedenti hanno fissato l'immagine e le condizioni del cavalcare la tigre. La prova pratica comincia quando l'uomo deve applicare quell'atteggiamento alle pressioni ordinarie e alle pressioni estreme della vita effettiva. L'epoca non attende condizioni perfette. Preme attraverso il lavoro, attraverso i rapporti, attraverso la richiesta costante di adattamento, attraverso le forme molli e dure del livellamento che lo circondano ogni giorno.
L'uomo che ha compreso l'idea deve ora vedere se sa mantenere la distanza interiore mentre agisce. La distanza che esiste soltanto nella riflessione non è ancora distanza. Deve sopravvivere alla fatica, alla delusione, al richiamo del collettivo, e alla tentazione di semplificare l'orientamento in una posa fissa o in uno slogan. La prova è se il centro resta operante quando nessuno guarda e quando il vantaggio immediato sta dalla parte della resa o della resistenza teatrale.
I giovani uomini superano spesso la soglia intellettuale e falliscono poi quella pratica. Conoscono la diagnosi. Sanno recitare la distinzione tra superiore e inferiore. Quando arriva l'esigenza concreta, le vecchie abitudini riprendono il campo. Il tipo differenziato si forma soltanto quando la conoscenza è stata convertita in una capacità stabile di discriminazione sotto condizioni reali.
Questa conversione è lavoro di anni, non di una sola decisione. Ogni giorno offre materiale. Chi tratta le decisioni ordinarie come occasioni per esercitare la misura diventa a poco a poco il tipo capace di cavalcare le forze più vaste senza dissoluzione. La prova pratica è continua. È l'unica prova che conta.