Il terreno dell'epoca presente è definito dalla progressiva eliminazione di ogni forma che un tempo esprimeva un ordine superiore. Istituzioni, costumi, simboli, e persino il linguaggio ordinario del rango, sono stati livellati o invertiti. Resta un campo di forze che operano senza riferimento alla qualità o alla gerarchia verticale. L'individuo differenziato non inventa questa diagnosi. La accetta come descrizione esatta del suolo sul quale deve vivere.
L'accettazione del terreno lascia intatto il rifiuto di consegnarsi ad esso. L'uomo che rifiuta di vedere il carattere dell'epoca tenterà di agire come se i sostegni della Tradizione esistessero ancora. Quei tentativi falliscono e producono soltanto frustrazione o pose teatrali. L'uomo che vede con chiarezza regola il proprio atteggiamento. Non si aspetta più che l'ambiente confermi o assista l'orientamento superiore. Porta quell'orientamento in se stesso.
La chiarezza sul terreno previene anche certi errori. Previene la speranza che l'epoca possa essere riformata, con mezzi politici o culturali ordinari, in qualcosa che di nuovo sostenga il tipo tradizionale. Previene la disperazione che tratta l'assenza dei sostegni esteriori come assenza di ogni vita superiore possibile. La falsa speranza e la falsa disperazione sono entrambe forme di partecipazione al processo dissolutivo.
L'individuo differenziato studia il terreno per attraversarlo senza essere dissolto. Impara dove le pressioni sono più forti, dove le pretese dell'epoca sono più seducenti, dove cominciano le piccole cessioni. Quella conoscenza è pratica. Gli consente di collocare le proprie forze limitate là dove servono di più: nella difesa continua e nell'intensificazione del centro interiore.