L'Impero, nel senso tradizionale, non è soltanto un grande Stato territoriale. È la forma politica che cerca di incarnare un principio universale di ordine e di gerarchia. L'idea romana dell'Imperium, l'idea medievale del Sacro Romano Impero e forme analoghe in altre civiltà puntavano tutte verso un centro che stava al di sopra dei popoli particolari e che rivendicava una legittimità derivata da una fonte più alta.
Il mondo moderno ha sostituito l'idea imperiale con lo Stato-nazione e, più di recente, con varie forme di gestione globale. Nessuna delle due può fornire il carattere qualitativo e gerarchico che un tempo apparteneva all'Impero. Lo Stato-nazione resta legato a interessi particolari. Le forme globali restano legate alla razionalità economica e tecnica. La dimensione verticale è assente da entrambe.
Al giovane non si chiede di ricostruire gli imperi storici. Gli si chiede di comprendere il principio che quelle forme tentarono di esprimere. Il principio è la subordinazione del particolare a un ordine più alto e più universale. Quel principio può ancora operare al livello dell'individuo e di piccoli gruppi anche quando è scomparso dalle strutture pubbliche dell'epoca.
L'atteggiamento imperiale nelle condizioni presenti è il rifiuto di farsi limitare dal puramente locale, dal puramente temporale e dal puramente umano. È la decisione di misurare ogni lealtà particolare e ogni lotta particolare con una misura che le trascende. Quella decisione è l'inizio di una scala diversa di vita.