Julius Evola Daily

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Giorno 248 — Stare in piedi come atto permanente

"Stare in piedi è un atto permanente quando l'atteggiamento stesso è fissato da un criterio che l'età non può né creare né distruggere." — Julius Evola, Cavalcare la tigre

Stare in piedi come atto permanente continua dopo che ogni terreno esterno che un tempo rendeva possibile lo stare in piedi è stato rimosso. L'uomo residuale continua a stare in piedi secondo la misura permanente anche se l'età non offre terreno né riconoscimento per quell'atteggiamento. La posizione rimane reale perché è radicata nel tipo, non nelle condizioni temporanee del ciclo.

I giovani uomini che ancora sentono il bisogno di stare in piedi spesso cercano piattaforme residuali o gruppi residuali che renderanno lo stare più facile. La maggior parte di quelle piattaforme è già stata aggiustata alle esigenze orizzontali dell'età. Il sentiero residuo non aspetta un terreno esterno. Continua a stare in piedi dal centro interiore che ancora percepisce la posizione superiore.

Questo stare solitario è la forma residuale dell'antica postura tradizionale che un tempo ordinava le caste superiori. L'uomo che continua a stare in piedi compie già il dovere residuale. Quel dovere non diventa meno reale perché non è più collettivo.

Stai in piedi come atto permanente. Non aspettare che l'età restituisca condizioni in cui la posizione verticale è pubblicamente possibile. L'atto residuo è tenere presente l'atteggiamento permanente in un mondo che sistematicamente livella ogni altezza. Quella presenza è la continuità del tipo superiore.

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