Julius Evola Daily

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Giorno 151 — L'ordine non restaurato

"Il tentativo di restaurare le forme tradizionali in un mondo che ha esaurito le condizioni che le sostenevano conduce soltanto alla caricatura e a un'ulteriore dissoluzione." — Julius Evola, Cavalcare la tigre

L'ordine non restaurato è il riconoscimento chiaro che il mondo tradizionale non può essere ricostruito da atti di volontà dentro la fase presente del ciclo. Le forme che un tempo esprimevano una gerarchia viva mancano ormai della sostanza metafisica e sociale che le rendeva reali. I tentativi di ravvivarle come programmi politici o progetti culturali producono soltanto imitazioni esteriori. Quelle imitazioni accelerano il senso di irrealtà invece di invertirlo.

Questo riconoscimento è precisione. La rassegnazione resta un altro atto. L'individuo differenziato rifiuta di sprecare forza nella ricostruzione di ciò che il ciclo ha già chiuso. Rifiuta anche l'errore opposto: concludere che nulla di superiore resti possibile. Il superiore resta possibile come forma interiore, come gerarchia residua, come esistenza continuata del tipo. L'ordine che non può essere restaurato all'esterno può ancora realizzarsi nell'uomo capace di portarlo.

I giovani uomini che sentono la perdita delle forme superiori spesso canalizzano quel sentimento in progetti di restaurazione. L'energia è reale. La direzione è sbagliata. L'energia appartiene alla via residua: la formazione del tipo sotto condizioni che non sostengono più il tipo. Quando quella redirezione è compiuta, l'energia diventa efficace invece che teatrale.

Accetta il carattere non restaurato dell'ordine esteriore. Continua il lavoro interiore senza pretendere che l'epoca fornisca le forme mancanti. L'uomo che fa così si è già posto al di là della nostalgia e della disperazione. Quella collocazione è la chiarezza residua che la sequenza ha preparato.

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